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Disastro di Verona. Il giornalista Berizzi di Repubblica: "Colpa dei razzisti".



Paolo Berizzi, giornalista, scrittore ed inviato molto speciale del giornale Repubblica, gran studioso e oppositore del neofascismo, vive sotto scorta dal 1 febbraio 2019 a seguito di minacce ricevute.

Non troppo timoroso delle minacce ricevute nel tempo, decide di twittare di prima mattina, quanto segue:


"Sono vicino a Verona e ai veronesi per il nubifragio che ha messo in ginocchio la città. I loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli e augurano disgrazie a stranieri, negri, gay, ebrei, terroni, riflettano sul significato del karma".


Una stupidaggine colossale, perché a suo dire, a causa di qualche imbecille razzista ed intollerante, la giustizia divina si è abbattuta non solo su costoro, ma su tutto il "popolo" veronese. Quasi fosse un diluvio universale. Un testo iniziato bene e con la giusta dose di educazione e solidarietà, salvo poi sfociare nel pacchiano e nell'incoerenza della sua professione. Frase fatte e come dice sempre qualche politico della tv: "Pura demagogia".


Mentre la pagina Facebook del suddetto è ovviamente chiusa a tutti, veronesi e non, fans e non, si sono scatenati con commenti di ogni tipo sulla pagina della copertina, che ritrae la presentazione del suo ultimo "capolavoro", il libro dal titolo: "L'educazione di un fascista". Si avete capito bene, "l'educazione"... Quella che a lui manca.


In certe situazioni bisogna imparare a tacere se non si ha nulla di buono da dire.