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  • Redazione

Inquinamento del terreno e delle falde acquifere. Un grosso problema per l'ecosistema.

Tra le maggiori cause d'inquinamento senza dubbio va annoverato quello del terreno. Le sostanze inquinanti arrivano alle falde acquifere, deteriorando le acque dolci.


di Nicola Scillitani


Tra le sostanze maggiormente nocive ricordiamo quelle chimiche e tossiche dovute allo scarico di rifiuti non trattati, gli effluenti industriali, la deposizione atmosferica e la fuoriuscita di pesticidi e scorie varie versate nei campi agricoli.


L'uso di fanghi di depurazione oltre a provocare odori fastidiosi nell'aria, più danneggiare irreversibilmente le falde.


Le acque dolci sotterranee e di superficie sono ormai contaminate da metalli pesanti, inquinanti organici persistenti e da un'ampia varietà di sostanze tossiche che hanno un effetto potenzialmente negativo per la salute dell'uomo.


Dalle falde acquifere traiamo l'acqua potabile che spesso di potabile ha davvero poco o nulla a causa dell'uso sempre più costante degli elementi sotto riportati:


Gli inquinanti organici sono oltre 100.000 e rappresentano un elemento dannoso per l'ecosistema. Possono accumularsi nell'acqua e nei pesci causando gravi danni anche all'uomo.


I pesticidi vengono utilizzati anche nei prati dei nostri giardini per far crescere meglio piante ed erba, ma sono altamente inquinanti per le acque sotterranee.


I fanghi di depurazione che derivano dal processo di trattamento delle acque reflue civili, industriali e agroalimentari sono pericolosissimi perché difficilmente si conosce la loro composizione. Vengono utilizzati spesso in agricoltura per garantire una miglior raccolto. In territori pianeggianti il rischio di contaminazione legato ad un uso eccessivo in agricoltura di sostanze chimiche sintetiche, può provocare gravi danni anche ai terreni in superficie.


Negli ultimi anni, sono nate diverse aziende che si occupano di sperimentare nuove tecnologie di trattamento dei fanghi di depurazione per ottimizzare la gestione

dello smaltimento e del recupero energetico e di materie prime, e per valutare la sostenibilità come fertilizzante in agricoltura.


Come avrete inteso, lo sversamento di sostanze nocive sui terreni spesso agricoli, provoca enormi danni a tutti noi. L'utilizzo di letame fertilizzante invece è più naturale ed assolutamente non nocivo per l'ecosistema. Porta sgradevoli e pungenti odori ma vale la pena sopportare.


La produzione mondiale di letame è aumentata del 66% tra il 1961 e il 2016, passando da 73 a 124 milioni di tonnellate. Il volume di letame applicato ai terreni è cresciuto da 18 a 28 milioni di tonnellate, e la quantità di letame lasciata sui pascoli è passata da 48 a 86 tonnellate. Il motivo è associabile ai controlli accurati che vengono fatti nel nostro paese, da parte degli enti preposti. Purtroppo però anche la produzione di sostanze chimiche è cresciuta rapidamente negli ultimi decenni e si prevede che fino al 2030 aumenterà annualmente del 3,4%. I paesi non-Ocse in futuro vi contribuiranno maggiormente.


Non sono da meno i fanghi di depurazione, sempre più utilizzati in campo agricolo, spesso come fertilizzante a costo zero, ricevuto da aziende che non vogliono sostenere costi di smaltimento.


Secondo la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura), «L’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana, ma si sa ancora troppo poco sulla portata e gravità di tale minaccia». E’ quanto emerge dal rapporto “Soil pollution a hidden reality” presentato dall’agenzia Onu e dalla Global Soil Partnership in occasione dell’avvio del Global Symposium on Soil Pollution.


In Svizzera lo smaltimento in agricoltura dei fanghi di depurazione è stato definitivamente bandito nel 2006 e già a partire dal 2005 nel Canton Zurigo la maggior parte dei fanghi di depurazione erano smaltiti termicamente tramite co-combustione con i rifiuti solidi urbani oppure tramite essiccamento e successivo utilizzo presso i cementifici. A partire da fine 2015 è entrata in vigore una nuova legge federale, che prescrive il mono-incenerimento per i fanghi di depurazione ed il successivo recupero del fosforo dalle ceneri di combustione. Ancora una volta, in previsione dell’entrata in vigore di questa nuova legge, il Canton Zurigo ha svolto un importante ruolo di precursore, avviando un processo di pianificazione, volto alla definizione della migliore soluzione di smaltimento dei fanghi di depurazione. I fanghi di depurazione sono rifiuti, pertanto devono essere smaltiti o valorizzati conformemente all'ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR). In una prima fase di smaltimento, in Svizzera, il fango grezzo è sottoposto a fermentazione o digestione al fine di produrre biogas, che può essere utilizzato come vettore energetico rinnovabile. Un modo intelligente di garantirsi energia a costo zero.






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