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L'italia chiede aiuto all'UE. Mancano respiratori. Non rispondono e ci multano.

L'Italia sta attraversando un difficilissimo periodo a causa della pandemia Conv19. Nella giornata di ieri la borsa di Milano ha perso il 16.92% e questi non sono soltanto numeri ma sono perdita di posti di lavoro e crisi estrema della nostra economia.


Ieri anche il presidente Mattarella si è espresso in maniera decisa contro l'unione europea, che non sta dando vero sostegno all'Italia. Le sue parole sono state: "All'Italia serve solidarietà, non ostacoli" e nel contempo Bruxelles sta per sospendere il patto di stabilità.

Il patto di stabilità è un accordo, sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell'Unione europea, atto al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione economica e monetaria dell'eurozona, rafforzando il percorso d'integrazione monetaria intrapreso nel 1992 con la sottoscrizione del trattato di Maastricht. In questo momento però per l'Italia è impossibile mantenere gli accordi, ma non per causa di un'incapacità gestionale, bensì a causa di una pandemia globale che ci ha colpiti in maniera più intensa di altri paesi.


"L'Europa" invece di porci paletti ed ostacoli, dovrebbe sostenerci così come noi abbiamo sempre fatto in situazione di difficoltà di altri paesi. Oltre ad essere stati lasciati soli nell'emergenza della gestione dei migranti ora ci lasciano soli contro il Corona Virus.

Sono affermazioni impegnative ma ben motivate. Nella giornata di ieri a seguito di una teleconferenza tra i 27 ministri della sanità l'Italia informa di avere urgenza di ventilatori polmonari, ma nessuno dei paesi alleati ha dato risposta, voltando ancora una volta le spalle all'Italia. Dopo le battutine francesi e tedesche sul "focolaio - Italia" la cosa fa ancora meno piacere. Nessuna risposta quindi che ha spinto il commissario Breton a ritornare sull'argomento, chiedendo di dare una risposta all'Italia entro oggi.


Ma "l'aiuto europeo" non finisce qui, e si concretizza con una bella multa all'Italia di 7,5 milioni di euro per aver aiutato gli alberghi sardi. Vicenda che risale al 2008 ma che ci vede sanzionati proprio ora nel bel mezzo dell'emergenza da Corona virus. Un'altra beffa che dimostra quanto in questo momento ci sia utile l'appartenenza europea.


L'Italia aveva già iniziato a a recuperare le somme ma sostenendo che 13,7 milioni di euro è davvero una somma impegnativa. Pur riconoscendo gli sforzi compiuti dall’Italia atti a recuperare gli aiuti in questione, la Corte di Lussemburgo ritiene adeguato infliggere all’Italia sanzioni pecuniarie sotto forma di una penalità e di una somma forfettaria.


Insomma solo ostacoli e nessun aiuto. Speriamo vivamente che nei prossimi giorni i grandi capi europei di Lussemburgo vogliano smentirci e diversamente sarebbe opportuno davvero rivalutare la nostra presenza nell'unione europea. Occorre altresì che la nostra politica sappia farsi valere in campo internazionale.


Nicola Scillitani

Per InVeritas