• Redazione

Violenza di genere. La vittima si paga il legale, mentre il carnefice spesso non va in galera.

Ebbene si. E' un paese incoerente il nostro. La violenza sulle donne è un tema delicatissimo con dati allarmanti in forte crescita, specie con reati di violenza sessuale (commessi per la maggior parte dei casi di extracomunitari) e violenza fisica tra le mura domestiche. In aumento anche i numeri relativi agli omicidi.



Per capire meglio la situazione citiamo i dati Istat che segnalano che il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza nel corso della propria vita. In numeri parliamo di 6 milioni e 788 mila donne. Il 21% delle donne invece, nel corso della propria vita ha subito violenza sessuale o tentativi di approccio non voluto (4 milioni e mezzo di donne). Questi numeri potrebbero essere ancora maggiori dal momento in cui che tante donne non denunciano per paura o per vergogna.


Per ognuna di queste situazioni, ricordiamo che anche la vittima o la famiglia della vittima, in caso di omicidio, è costretta a nominare un proprio legale per tutta la durata della fase processuale. Professionista che va pagato con cifre da capogiro se non si possiede il limite di reddito atto a poter accedere al patrocinio gratuito dello stato.


Cosa diversa invece è per il reato di Stalking e di maltrattamento o stupro subito. Per la vittima di questi odiosi reati, la corte di cassazione con sentenza n. 13497/17 del 20.03.2017, ha stabilito il patrocinio a spese dello Stato sempre dovuto. L'avvocato è sempre gratuito quindi per un reato del genere, anche se la vittima non rientra nei limiti di reddito previsti dalla legge.


Per le vittime che hanno perso una loro cara invece, si paga per intero. Basti pensare che solo per lo "studio della controversia" le tariffe si aggirano dai 360 ai 648 euro e per un dibattimento le cifre si aggirano attorno ai 700 euro. Per di più famiglie che hanno visto morire un loro caro, per mani di un mostro, spesso sono costrette a rivolgersi ad uno psicoterapeuta, con tariffe a seduta che si aggirano attorno ai 200/300 cadauna. Insomma, oltre al danno per la vita, anche la beffa.


Quando lo Stato italiano deciderà di garantire i professionisti gratuiti per tutte le violenze di genere, includendo l'omicidio e il sostegno vero alle famiglie delle vittime?... Non è accettabile tutto ciò, senza contare che il più delle volte il carnefice la passa liscia, venendo considerato incapace d'intendere e volere e non facendo nemmeno un giorno di carcere.


Abbiamo registrato la rabbia di una 30enne, picchiata e abusata da un gambiano. Si è pagata tutte le spese legali (avendo preferito nominare il suo legale di fiducia da una vita) mentre il suo aguzzino ha avuto l'avvocato d'ufficio, finendo per essere giudicato incapace d'intendere e volere!


Sul tema della violenza di genere siamo ancora molto indietro e a poco è servito il codice rosso.




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