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Marco Sciarretta Come ti sei permesso… a te che sei caduta per Amore



Milano – Venerdì 24 novembre esce su tutte le piattaforme digitali, Come ti sei permesso, l’ultimo singolo e il video di Marco Sciarretta etichetta e produzione Tra Nisida ed Atlantide.

Il cantautore milanese conferma la sua attitudine a fare della propria musica, non solo un mestiere, ma anche l’impegno responsabile di chi può grazie a una canzone, veicolare un messaggio, una riflessione.

Come ti sei permesso è un brano tagliente e al tempo stesso delicato che ci costringe a pensare, a non distogliere lo sguardo e l’anima:

“Stavo leggendo, come d’abitudine i giornali, le notizie dell’Italia. Era il mese di giugno e l’articolo affrontando il tema del femminicidio, riportava l’elenco infinito delle vittime di quei primi sei mesi dell’anno: una ogni tre giorni. Come succede spesso, la canzone è venuta da sola, accompagnata da un dolore sordo, un’indignazione profonda. Non mi ha lasciato scampo costringendomi a scrivere, a fare i conti con queste notizie di cronaca, terribili. Purtroppo, sono notizie talmente frequenti da non suscitare più la dovuta attenzione, ma spesso solo due righe in fondo ad un giornale. Eppure, accadono tra le mura domestiche, dove ognuno dovrebbe potersi sentire al sicuro, con chi dichiara il suo Amore, ma invece ruba la vita e il futuro”.

Una rosa ogni tre giorni

Due scarpe rosse in fondo alle scale

Quattro lacrime e sangue intorno al cuore

Forse due righe in fondo in fondo ad un giornale

Un testo fatto di parole semplici, che arrivano dritte al cuore con cui il cantautore chiede a sé stesso e a noi tutti, un’assunzione di responsabilità, perché ognuno di noi può e deve, nel suo piccolo, saper ascoltare anche le parole non dette, leggere negli occhi impauriti di una donna, la richiesta silenziosa di aiuto.

Tante, troppe donne trovano tra le mura di casa, nel proprio nido, la morte per mano di chi promette Amore.

Una produzione e un arrangiamento curato come sempre, si accompagna ad un’interpretazione soppesata, quasi teatrale, che si apre e diventa più leggera e dolce quando il pensiero si rivolge alla vittima. Ad accompagnare il brano un video che ne sottolinea le parole, con la delicatezza dovuta ad un argomento così difficile e pesante, lasciandoci liberi di coglierne i sottesi significati.

Le incantevoli voci di Simona Piscitello e sua figlia Isabel, si uniscono a quella di Marco, accorate ed emozionanti.

Come ti sei permesso è una dedica sentita alle vittime di quei primi sei mesi, che vengono ricordate una ad una, chiamate per nome perché non siano archiviate solo come numeri o ritagli di giornale: perché sono sorrisi, progetti, sguardi, sogni rubati.

Non hai capito l’importanza di un sorriso

Quanto è bello impegnarsi per amore

Quanto è importante una persona accanto

Quanto valore aveva la mia vita

Come ti sei permesso

Giulia, Pierpaola, Yirelis, Anica, Jessica, Danjela, Rosanna, Antonella,

Wilma, Barbara, Stefania, Anila, Rosa

Sara, Brunetta, Carla, Alessandra, Zenepe, Agnese, Francesca,

Pinuccia, Maria, Rubina, Petronilla, Rossella, Iulia, Iolanda, Rosalba, Caterina,

Giuseppina, Maria Luisa, Sigrid, Chiara, Rosina, Cesina, Melina,

Santa, Antonia,

Margherita, Yana, Giuseppina, Teresa, Oriana, Martina, Giulia, Teresa.




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