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La “Dolce Assenza” di Claudio Sestieri 40 anni dopo

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    Redazione
  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Presentato a Roma, presso la Libreria Notebook dell’Auditorium Parco della

Musica , il volume Dolce Assenza 1986-2026, saggio che torna a interrogare

l’esordio cinematografico di Claudio Sestieri, presentato nel 1986 al Festival di

Locarno.



Il libro, pubblicato da Raffaelli Editore, ripercorre la storia di un film che, all’epoca, divise

pubblico e critica: Dolce Assenza fu infatti un’opera controversa, capace di accendere un

dibattito e di conquistare soprattutto il pubblico più giovane, attirando un’attenzione

mediatica insolita per l’epoca. La pubblicazione si inserisce in un progetto più ampio,

realizzato in collaborazione con la Cineteca Nazionale, che ha restaurato e digitalizzato il

film, e con Rai Teche. Il percorso prevede ulteriori incontri e proiezioni rivolte al pubblico,

agli studenti e ai professionisti del settore, restituendo all’opera una nuova visibilità.

Riflettere oggi su Dolce Assenza significa tornare alla stagione cinematografica degli anni

Ottanta e rileggere, con lo sguardo del presente, ciò che da quella stagione è scaturito nei decenni successivi. Vale la pena di ripercorrere brevemente la carriera di Claudio Sestieri, considerato uno dei registi di culto del cinema italiano, i cui film sono amatissimi dagli appassionati cinefili delle opere di qualità.


Dopo il film sperimentale Il Vuoto (1965) e alcuni cortometraggi, si laurea con una tesi su

Michelangelo Antonioni e avvia una carriera che lo vede critico cinematografico e

sceneggiatore-regista Rai per radiodrammi, programmi, docufiction e film per la televisione.


Nel 1986 esordisce al cinema con Dolce Assenza al Festival di Locarno; nel 1991 partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia con Barocco. Nel 2005 realizza Chiamami Salomè, adattamento del dramma di Oscar Wilde, uscito nel 2008, e dieci anni dopo torna con il noir psicologico Seguimi, incentrato sul tema del doppio. Quest’anno presenterà La Fabbrica di Salomè, rivisitazione di Chiamami Salomè a vent’anni dalla realizzazione, con materiali inediti di backstage, un ritorno sui luoghi delle riprese e una riflessione sui personaggi archetipo del cinema. Parallelamente alla carriera cinematografica, Sestieri ha firmato due libri d’inchiesta sulla storia segreta d’Italia insieme a Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino: Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro (2000) e Segreto di Stato.


Verità e riconciliazione sugli anni di piombo (2008), oltre a tre romanzi: Le Seduzioni del

destino (2010), L’aria di nuotare (2020) e L’amore cremisi (2026).

Il curatore Simone Dubrovic è professore di Letteratura e Cinema italiano al Kenyon

College, oltre che saggista, scrittore e traduttore, con studi dedicati alla letteratura italiana e francese, al cinema italiano e al rapporto tra scrittura e arti visive.

Tra gli autori del volume figurano Franco Montini, giornalista ed ex presidente del

Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani; Patrizia Pistagnesi, critica

cinematografica e sceneggiatrice che ha collaborato anche a Seguimi; e Vito Zagarrio,

regista, storico e critico del cinema, professore ordinario di Comunicazione e Spettacolo

all’Università Roma Tre.


Presenti all’evento, moderato da Laura Delli Colli, presidentessa dell’Associazione

Giornalisti Cinematografici Italiani oltre che dei Nastri d’Argento, molti professionisti del

cinema, alcuni dei quali hanno impreziosito l’incontro con interessanti testimonianze. Tra

questi il maestro Marco Werba, Giuseppe Piccioni, Wilma Labate, Giancarlo Governi,

Graziano Marraffa, Maurizio Sciarra, Ugo G. Caruso, Amedeo Fago, Stefano

Roncoroni e il produttore Giannandrea Pecorelli.



 
 
 

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